SOLIDARIETÀ: UN’ESPERIENZA DA VIVERE

Descrizione generale

L’iniziativa prevede percorsi e attività di sostegno tra famiglie e tra giovani per rendere la solidarietà un’occasione di protagonismo e non di assistenza per promuovere contesti di “family friendly”. Si svolgerà: da Settembre 2019 ad Agosto 2020 presso gli appartamenti d’accoglienza in emergenza, i locali della Parrocchia della Collegiata, cartolerie e librerie del territorio, servizio informafamiglie e sportelli sociali del territorio, locali del punto di raccolta e distribuzione abiti e beni per l’infanzia e casa.

Contesto

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna riunisce 9 Comuni per un totale di circa 100.000 abitanti. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una sempre maggiore fragilità tra i bambini e i giovani con il conseguente bisogno di interventi di promozione e prevenzione nei vari contesti di vita dove i bambini e i giovani vivono; spesso il disagio deriva da una fragilità del contesto familiare (famiglie immigrate con scarso inserimento sociale, genitori inadeguati a sostenere e promuovere il benessere dei loro figli perché incapaci di riconoscerne i bisogni e valorizzarne le competenze).
Ciò porta al rischio di dispersione e abbandono scolastico con conseguente emarginazione e a volte comportamenti devianti. Ultimamente abbiamo verificato che alcuni giovani immigrati dopo l’esperienza di prima accoglienza vengono lasciati soli senza strumenti adeguati ad affrontare l’inserimento nella società.
Un altro fattore di disagio che rileviamo nei bambini e ragazzi è la mancanza o la scarsità di materiale scolastico data dalla situazione di povertà economica e sociale in cui versano molte famiglie, nonostante ci sia il contributo regionale per l’acquisto dei libri di testo molti ragazzi non lo sanno e iniziano la scuola senza libri.
Molte famiglie immigrate non conoscono le misure a contrasto della povertà e/o non vogliono rivolgersi ai servizi sociali per paura che gli portino via i figli.
Le donne vittime di violenza e i loro figli spesso non si rivolgono a Demetra perché hanno paura della reazione dei mariti e di rimanere sole senza strumenti e risorse.
Esistono alcune realtà che svolgono un’efficace azione di sostegno: il centro per le famiglie promotore di consulenze educative e affiancamenti familiari, la Parrocchia della Collegiata di Lugo che organizza momenti di aiuto allo studio, tornei sportivi, vacanze e convivenze studio per i ragazzi delle superiori , ma occorre aiutare i giovani che già vi partecipano a farsi promotori presso i coetanei altrimenti molti rimangono fuori perché si sentono inadeguati per il loro contesto culturale di provenienza.
Per i bambini della scuola primaria occorre sostenere le famiglie nella loro genitorialità accompagnandole ai momenti di incontro con la scuola, nella comprensione delle comunicazioni scolastiche e aiutando i bambini nei compiti .
Molti stranieri non conoscono la lingua italiana e sopratutto per le donne è conseguenza di esclusione sociale, è necessario organizzare corsi di Italiano per donne straniere offrendo la possibilità di prendere con sè i bimbi piccoli.

Obbiettivi 

L’obbiettivo generale dell’attività è lo sviluppo di forme di welfare generativo di comunità anche attraverso il coinvolgimento attivo e partecipativo nelle nostre attività dei soggetti che beneficiano dei nostri interventi e delle prestazioni di integrazione e sostegno al reddito previste dalla normativa vigente. Promuovere la partecipazione e il protagonismo dei minori e giovani perché diventino agenti di cambiamento per se stessi ma anche per le loro famiglie.

In specifico:
1.Raggiungimento dell’autonomia per le madri vittime di violenza o sole.
2.Partecipazione alla vita scolastica dei propri figli.
3.Alfabetizzazione soprattutto per le donne.
4.Rapporto di fiducia fra nuclei fragili e servizi sociali attraverso il nostro accompagnamento.
5.Coinvolgimento dei ragazzi più grandi nel aiutare quelli più piccoli nel recupero dei libri di testo e materiale scolastico e, con l’aiuto di un volontario esperto, anche nel sostegno nei compiti e nelle attività extra scolastiche.
6.Integrare i nostri assistiti , soprattutto le donne, in attività di cittadinanza attiva vedi il punto di raccolta e distribuzione vestiti , distribuzione alle famiglie segnalate degli alimenti freschi ritirati quotidianamente dai negozi.

Attività del progetto

1. Con il sostegno dei nostri volontari e operatori le mamme riescono ad affrontare turni di lavoro in orari non coperti da asili e scuole e a beneficiare per i propri figli di un aiuto compiti o accompagnamento alle attività extra scolastiche.
2.Attraverso il nostro accompagnamento i genitori si sentono più adeguati a partecipare alla vita scolastica dei propri figli e alla comprensione delle comunicazioni scuola- famiglia.
3.In collaborazione con il Centro per le Famiglie e quello per l’istruzione degli adulti intendiamo incentivare le donne soprattutto se mamme di bimbi piccoli a partecipare alle lezioni offrendo anche un servizio di baby sitter.
4. La nostra collaborazione con i servizi sociali dell’Unione dei Comuni e l’accompagnamento dei nostri assistiti prevede una serie di incontri mensili per affrontare le situazioni più a rischio, questo permette di creare delle alleanze educative e sociali che aiutano a instaurare un rapporto di fiducia fra utenti e servizi visti altrimenti come “mucche da mungere” o assistenti sociali che portano via i bambini.
5. Il coinvolgimento dei ragazzi è a nostro avviso indispensabile per tanti motivi primo fra tutti che i giovani hanno bisogno di sentirsi utili e aver a che fare con bimbi più piccoli li valorizza molto; inoltre i bambini sono molto attratti da quelli più grandi e si fanno coinvolgere di più rispetto agli adulti. La raccolta e la distribuzione del materiale scolastico è un’occasione dove bambini e ragazzi possono vivere insieme una bella esperienza, ci piacerebbe anche organizzare uno swap party dove ci sia la possibilità di scambiarsi i testi che non si usano più in cambio di altro materiale, questo oltre a far risparmiare soldi alle famiglie incentiva i ragazzi a “mantenere” meglio il proprio materiale.
Per quanto riguarda il rapporto con i nuclei familiari fragili con bambini ogni ragazzo viene accompagnato in questa esperienza di sostegno da un volontario o operatore esperto a cui può fare riferimento in caso di necessità.
6. A noi non piace definire le persone che aiutiamo come assistiti, ci piace di più il termine DESTINATARI perchè come noi, hanno un destino buono. Gli interventi che facciamo con loro li rendono più contenti; coinvolgerli nelle nostre attività li aiuta a sentirsi protagonisti della loro vita e più adeguati per i loro figli. Le iniziative nelle quali li vogliamo coinvolgere direttamente sono il ritiro e del cibo fresco prossimo alla scadenza presso alcuni negozi del territorio e la distribuzione alle famiglie, collaborazione al punto di distribuzione degli abiti 2 giorni alla settimana, trasporto e montaggio di piccoli mobili da portare alle persone che ci vengono segnalate dalle varie conferenze, dalle assistenti sociali e dalle altre associazioni.

Destinatari

Mamme sole con figli minori , famiglie con disagio socio-economico carenti di reti amicali e parentali, giovani e donne extracomunitarie, ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, bambini della scuola primaria , per queste tipologie di persone è difficile quantificarne il numero perché le richieste e le intercettazione dei bisogni sono imprevedibili.
Le persone che aiutiamo e che intendiamo coinvolgere nelle nostre attività sono 2 uomini (ritiro e distribuzione cibo fresco,) 7 donne per il punto di raccolta e distribuzione abiti, una decina per la raccolta e distribuzione del materiale scolastico, 200 bambini e ragazzi a cui viene consegnato il materiale per la scuola, 10 bambini della primaria e 5 della secondaria di primo grado per l’aiuto nei compiti scolastici.

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